Allergeni nel menù del ristorante: cosa dice la legge (2026)
La legge obbliga a indicare 14 allergeni anche nei piatti serviti al ristorante. Cosa dicono il Regolamento UE 1169/2011 e il D.Lgs. 231/2017, come farlo nel menù, di carta o digitale, e gli errori più comuni.
Revisionato da Federico Bello, CEO di PowerUp Menu
In breve
In Italia ogni ristorante deve indicare se i suoi piatti contengono uno dei 14 allergeni del Regolamento UE 1169/2011: cereali con glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, solfiti, lupini e molluschi. Il D.Lgs. 231/2017 chiede di farlo prima di servire il piatto, per ogni alimento, su menù, registro, cartello o un sistema equivalente anche digitale, ben in vista. In alternativa basta un avviso che rimanda al personale, ma le informazioni devono comunque risultare da documentazione scritta facile da consultare. Chi non le indica rischia una sanzione da 3.000 a 24.000 euro.
Punti chiave
- Gli allergeni sono 14, quelli dell'Allegato II del Regolamento UE 1169/2011, e l'obbligo vale anche per i piatti serviti al ristorante.
- Il D.Lgs. 231/2017 chiede di indicarli prima di servire il piatto, per ogni alimento, su menù, registro, cartello o un sistema equivalente anche digitale.
- Si può anche mettere un avviso che rimanda al personale, ma le informazioni devono risultare da documentazione scritta facile da trovare per il cliente e per i controlli.
- I simboli non sono obbligatori: il regolamento chiede le parole e permette di aggiungere pittogrammi, non di usarli al posto del nome.
- Anche il menù digitale deve indicare gli allergeni, e la legge chiede che le informazioni risultino anche per iscritto.
- Chi non indica gli allergeni rischia da 3.000 a 24.000 euro; se li indica in modo non conforme, da 1.000 a 8.000 euro.
Se hai un ristorante, la legge ti obbliga a dire al cliente se i tuoi piatti contengono uno dei 14 allergeni più comuni. Non importa che il menù sia di carta o digitale, né che il piatto non sia confezionato. In questo articolo spieghiamo cosa dice la norma, quali sono i 14 allergeni, come puoi informare il cliente e quali errori evitare.
Quali norme lo regolano
Sono due:
- Il Regolamento UE 1169/2011, sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Il suo Allegato II elenca i 14 allergeni e il suo articolo 44 rende obbligatoria l'indicazione anche per gli alimenti non preimballati, compresi quelli serviti al ristorante.
- Il D.Lgs. 231/2017, che in Italia stabilisce come farlo e le sanzioni. Il suo articolo 19, comma 8, riguarda proprio gli alimenti serviti dalle collettività: ristoranti, bar, mense e catering.
I 14 allergeni
| # | Allergene | Cosa comprende (con esempi) |
|---|---|---|
| 1 | Cereali contenenti glutine | Grano, segale, orzo, avena, farro, kamut e i loro derivati |
| 2 | Crostacei | Gamberi, scampi, granchi e prodotti a base di crostacei |
| 3 | Uova | Uova e prodotti a base di uova |
| 4 | Pesce | Pesce e prodotti a base di pesce |
| 5 | Arachidi | Arachidi e prodotti a base di arachidi |
| 6 | Soia | Soia e prodotti a base di soia |
| 7 | Latte | Latte e derivati, compreso il lattosio |
| 8 | Frutta a guscio | Mandorle, nocciole, noci, anacardi, noci pecan, noci del Brasile, pistacchi e noci macadamia |
| 9 | Sedano | Sedano e prodotti a base di sedano |
| 10 | Senape | Senape e prodotti a base di senape |
| 11 | Semi di sesamo | Semi di sesamo e prodotti a base di sesamo |
| 12 | Solfiti | Anidride solforosa e solfiti oltre 10 mg/kg o 10 mg/litro |
| 13 | Lupini | Lupini e prodotti a base di lupini |
| 14 | Molluschi | Cozze, vongole, calamari, polpo e altri molluschi |
L'Allegato II prevede alcune eccezioni precise, come certi sciroppi di glucosio a base di grano o l'olio di soia completamente raffinato. Se usi ingredienti trasformati, controlla la scheda tecnica del fornitore.
I simboli sono obbligatori?
No. L'articolo 9, paragrafo 2, del Regolamento 1169/2011 dice che queste indicazioni si danno con parole e numeri e che si possono esprimere anche con pittogrammi o simboli.
In pratica:
- Il nome dell'allergene deve esserci. Un'icona con una spiga da sola non basta.
- I simboli aiutano. Fanno leggere il menù a colpo d'occhio, soprattutto a chi non parla italiano.
- Se li usi, metti la legenda con il nome di ognuno nello stesso menù.
Come informare il cliente nel locale
Il D.Lgs. 231/2017 (articolo 19, comma 8) chiede di indicare gli allergeni prima che il piatto sia servito e lascia due strade.
Per ogni piatto, su menù, registro, cartello o un altro sistema equivalente, anche digitale, da tenere ben in vista. È la strada più chiara: il cliente li vede senza chiedere. Se usi un sistema digitale, le informazioni devono risultare anche da documentazione scritta, facile da trovare per il cliente e per l'autorità di controllo.
Con un avviso che rimanda al personale. Su menù, registro o cartello scrivi che i piatti possono contenere allergeni e che si possono chiedere informazioni al personale. Anche in questo caso, le informazioni devono risultare da documentazione scritta facilmente reperibile, per il cliente e per i controlli.
Dare l'informazione solo a voce, senza niente di scritto dietro, non rispetta la norma.
Il menù digitale con allergeni e in più lingue
L'obbligo è lo stesso con un menù digitale, e il D.Lgs. 231/2017 cita espressamente i sistemi digitali. Il menù digitale ha due vantaggi:
- Gli allergeni sono in ogni piatto e si cambiano subito. Se cambi un ingrediente o un fornitore, aggiorni quel piatto e basta, senza ristampare.
- Arrivano a più clienti. Se lavori con i turisti, fai in modo che anche loro capiscano gli allergeni di ogni piatto, nella loro lingua.
Ricorda però che la legge chiede che le informazioni risultino anche per iscritto: tieni nel locale un registro degli allergeni o un menù stampato che il personale possa mostrare, anche per chi non vuole o non può usare lo smartphone. Come creare il menù digitale passo dopo passo lo spieghiamo nella guida al menù digitale con QR code.
Un esempio: gli allergeni in pizzeria
In una pizzeria gli allergeni sono più di quanti sembrino. Qualche esempio da controllare piatto per piatto:
- Impasto: farina di grano, quindi cereali con glutine. Se usi un impasto senza glutine, verifica come lo prepari e lo cuoci.
- Mozzarella e formaggi: latte.
- Acciughe e tonno: pesce.
- Frutti di mare: molluschi e, con i gamberi, crostacei.
- Salse e condimenti: possono contenere senape, sedano, uova o frutta a guscio. Controlla le etichette.
- Vino e birra: spesso contengono solfiti.
Lo stesso vale per i dolci, il pane e il piatto del giorno: ognuno ha bisogno delle sue informazioni.
Errori comuni
- Non aggiornare gli allergeni quando cambi una ricetta. Un ingrediente nuovo, una salsa diversa o un cambio di marca possono aggiungere un allergene.
- Dimenticare il piatto del giorno e i fuori menù. Servono le loro informazioni come per tutti gli altri, prima di servirli.
- Affidarsi alla memoria del cameriere. Se informi a voce, le informazioni devono essere scritte nel locale.
- Usare solo icone, senza nome né legenda.
- Non controllare le schede tecniche dei fornitori, soprattutto per salse, pane, salumi e dolci.
- Promettere quello che non puoi garantire. Se in cucina si lavorano più allergeni insieme, spiegalo al cliente che lo chiede invece di assicurargli che un piatto ne è privo.
- Non ricontrollare il menù quando lo cambi. Ogni nuovo menù è il momento giusto per ripassare gli allergeni di ogni piatto.
Sanzioni
Il D.Lgs. 231/2017 (articolo 23) prevede queste sanzioni amministrative:
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Allergeni non indicati | Da 3.000 a 24.000 €, salvo che il fatto costituisca reato |
| Allergeni indicati in modo non conforme | Da 1.000 a 8.000 € |
| Solo aspetti formali | Da 500 a 4.000 € |
Checklist
- Ho l'elenco degli allergeni di ogni piatto, preso dalle ricette e dalle schede dei fornitori.
- Le informazioni sono per iscritto: nel menù, su un cartello o in un registro nel locale.
- Se informo a voce, c'è un avviso ben in vista che rimanda al personale.
- Il personale sa dove sono le informazioni e le conosce.
- Il piatto del giorno e i fuori menù hanno le loro informazioni.
- Se uso i simboli, il menù ha la legenda con il nome di ogni allergene.
- Il menù digitale ha gli stessi allergeni del registro scritto.
- Ricontrollo gli allergeni ogni volta che cambio una ricetta, un fornitore o il menù.
Come lo fa PowerUp Menu
Con PowerUp Menu gli allergeni sono in ogni piatto del menù digitale, e li cambi subito dallo smartphone se cambia un ingrediente. Il piano gratuito include fino a 3 lingue.
PowerUp Menu non gestisce ordini né pagamenti: l'ordine lo prende sempre il cameriere. Se vuoi sapere cosa migliorare nel tuo menù, puoi farlo valutare gratis: siamo a Valencia, ma parliamo la tua lingua.
Domande frequenti
Quali allergeni sono obbligatori nel menù di un ristorante?
I 14 dell'Allegato II del Regolamento UE 1169/2011: cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte (compreso il lattosio), frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti (oltre 10 mg/kg o 10 mg/litro), lupini e molluschi.
È obbligatorio scrivere gli allergeni nel menù?
È obbligatorio indicarli. La strada più semplice è scriverli nel menù, accanto a ogni piatto, ma il D.Lgs. 231/2017 permette anche un registro, un cartello o un sistema equivalente anche digitale, ben in vista. In alternativa si può mettere un avviso che rimanda al personale, purché le informazioni risultino da documentazione scritta facile da consultare.
Posso dare l'informazione sugli allergeni solo a voce?
Sì, con un avviso su menù, registro o cartello che dice di chiedere al personale. Ma le informazioni devono comunque risultare da documentazione scritta, facilmente reperibile sia per il cliente sia per l'autorità di controllo, e vanno date prima che il piatto sia servito. Solo a voce, senza niente di scritto dietro, non basta.
I simboli degli allergeni sono obbligatori?
No. Il Regolamento UE 1169/2011 dice che queste indicazioni si danno con parole e numeri e che si possono esprimere anche con pittogrammi o simboli. I simboli aiutano a leggere il menù a colpo d'occhio, ma non sostituiscono il nome dell'allergene.
Il menù digitale con QR code deve indicare gli allergeni?
Sì. Il D.Lgs. 231/2017 cita espressamente i sistemi digitali: vanno bene, ma le informazioni devono risultare anche da documentazione scritta, facile da trovare per il cliente e per i controlli. Il vantaggio è che puoi indicare gli allergeni piatto per piatto e cambiarli subito se cambi un ingrediente.
Quali sono le sanzioni se non indico gli allergeni?
Il D.Lgs. 231/2017 (art. 23) prevede da 3.000 a 24.000 euro per chi non indica gli allergeni, salvo che il fatto costituisca reato. Se l'indicazione c'è ma in modo non conforme, da 1.000 a 8.000 euro; se il problema è solo formale, da 500 a 4.000 euro.
Come mi comporto con il piatto del giorno o un fuori menù?
Come con tutti gli altri: le informazioni sugli allergeni devono essere disponibili prima che il piatto sia servito. Annotale per iscritto ogni giorno e assicurati che il personale le conosca.
